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In primo piano

di Dennis Diderot (1713 - 1784)
Nascere. Venire al mondo. Se si dovesse dare una definizione rigorosa di queste due parole, “nascere” e “morire” ci si troverebbe forse in difficoltà. Ciò che ne diremo ha un valore puramente filosofico – sistematico.
In senso proprio, non si nasce né si muore: si è sempre esistiti sin dal principio delle cose e si esisterà sempre e sino alla loro consumazione. Un punto già vivente si è accresciuto e sviluppato fino a un certo limite per la giustapposizione successiva di una miriade di molecole.


Passato quel limite di massimo sviluppo, l’essere vivente decresce e si risolve in molecole separate che tornano a diffondersi nella massa generale e comune. La vita non può essere il risultato dell’organizzazione: immaginate le tre molecole “A”, “B”, “C”; se sono senza vita nella combinazione “A” “B” “C” perché dovrebbero cominciare a vivere nella combinazione “B” “C” “A” o nella combinazione “C” “A” “B” ? Non si capisce proprio. La vita non è come il movimento: è vero che ciò che vive si muove, ma non è vero che ciò che si muove per ciò stesso vive. Se l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco si combinano, da inerti che erano passeranno a una mobilità incoercibile, ma non produrranno vita.
La vita è una qualità essenziale e primitiva nell’essere vivente: esso propriamente non l’acquista e non la perde mai. Bisogna distinguere fra una vita inerte e una vita attiva, che stanno tra loro nello stesso rapporto che sussiste fra la forza viva e la forza morta o potenziale: rimuovendo gli ostacoli specifici, la forza morta diventerà forza viva ed analogamente la vita inerte diventerà vita attiva. Bisogna distinguere inoltre la vita dell’elemento e la vita della molecola e della massa: mentre nulla toglie né potrà togliere mai all’elemento semplice la sua vita, i composti, molecole o masse, vengono privati dal tempo della loro vita propria.
Ogni organismo vive entro una sfera ben definita, in uno spazio circoscritto in tutti i sensi e che dal culmine dello sviluppo in poi si restringe a poco a poco: in tutti i punti di questa sfera la vita diventa meno attiva, già prima della dissoluzione della massa dell’organismo vi sono punti nei quali essa è totalmente inerte, infine l’organismo non vive più nella sua unità ma sopravvive in una miriade di atomi isolati.
I termini “vita” e “morte” non sono assoluti: non designano altro che gli stati successivi di un medesimo essere.
Per chi è profondamente compenetrato da questa filosofia l’Urna che contiene le Ceneri di un padre, di una madre, di un’amante è veramente un oggetto che commuove ed intenerisce; quelle Ceneri conservano ancora vita e calore, forse possono sentire ancora le nostre lacrime e risponderci, forse il moto suscitato dalle nostre lacrime non è totalmente privo di sentimento.
La parola “nascere” ha molte diverse accezioni: nascono l’uomo, l’animale, la pianta; ma si dice anche che i grandi effetti nascono spesso dalle cause più piccole; e inoltre che le passioni nascono in noi e l’occasione le sviluppa.

 

So.Crem
Storia della SOCREM Genovese PDF Stampa E-mail

La Società Genovese di Cremazione - SO.CREM - fondata mercoledì 14 aprile 1897, fu eretta in Ente Morale con R.D. del 13 aprile 1902.

La prima cremazione avvenne il 4 settembre 1902. L'avvenimento ebbe un notevole rilievo storico e culturale, in quanto - in tale data - fu cremata la salma del Socio benefattore Cav. Luigi Maria D'Albertis.

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Particolare trattamento economico PDF Stampa E-mail

La SO.CREM, venuta a conoscenza di difficoltà di reperire tumuli per la sistemazione delle Ceneri dei Resti esumatisensibile a tale disagio, in via eccezionale e provvisoria, mette a disposizione i propri loculi perenni con un trattamento economico particolarmente   ridotto, per motivi esclusivamente legati al rispetto dei Defunti.

 

 

Ubicazione loculi nel Cimitero di Staglieno e nelle Delegazioni: Nervi, Sampierdarena, Sestri Ponente, Pegli, Prà, Voltri (*) e nel Comune di Recco (*)

 

(*) tariffe sociali

 

 

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Nascere PDF Stampa E-mail

di Dennis Diderot (1713 - 1784)
Nascere. Venire al mondo. Se si dovesse dare una definizione rigorosa di queste due parole, “nascere” e “morire” ci si troverebbe forse in difficoltà. Ciò che ne diremo ha un valore puramente filosofico – sistematico.
In senso proprio, non si nasce né si muore: si è sempre esistiti sin dal principio delle cose e si esisterà sempre e sino alla loro consumazione. Un punto già vivente si è accresciuto e sviluppato fino a un certo limite per la giustapposizione successiva di una miriade di molecole.


Passato quel limite di massimo sviluppo, l’essere vivente decresce e si risolve in molecole separate che tornano a diffondersi nella massa generale e comune. La vita non può essere il risultato dell’organizzazione: immaginate le tre molecole “A”, “B”, “C”; se sono senza vita nella combinazione “A” “B” “C” perché dovrebbero cominciare a vivere nella combinazione “B” “C” “A” o nella combinazione “C” “A” “B” ? Non si capisce proprio. La vita non è come il movimento: è vero che ciò che vive si muove, ma non è vero che ciò che si muove per ciò stesso vive. diderot.jpgSe l’aria, l’acqua, la terra e il fuoco si combinano, da inerti che erano passeranno a una mobilità incoercibile, ma non produrranno vita.
La vita è una qualità essenziale e primitiva nell’essere vivente: esso propriamente non l’acquista e non la perde mai. Bisogna distinguere fra una vita inerte e una vita attiva, che stanno tra loro nello stesso rapporto che sussiste fra la forza viva e la forza morta o potenziale: rimuovendo gli ostacoli specifici, la forza morta diventerà forza viva ed analogamente la vita inerte diventerà vita attiva. Bisogna distinguere inoltre la vita dell’elemento e la vita della molecola e della massa: mentre nulla toglie né potrà togliere mai all’elemento semplice la sua vita, i composti, molecole o masse, vengono privati dal tempo della loro vita propria.
Ogni organismo vive entro una sfera ben definita, in uno spazio circoscritto in tutti i sensi e che dal culmine dello sviluppo in poi si restringe a poco a poco: in tutti i punti di questa sfera la vita diventa meno attiva, già prima della dissoluzione della massa dell’organismo vi sono punti nei quali essa è totalmente inerte, infine l’organismo non vive più nella sua unità ma sopravvive in una miriade di atomi isolati.
I termini “vita” e “morte” non sono assoluti: non designano altro che gli stati successivi di un medesimo essere.
Per chi è profondamente compenetrato da questa filosofia l’Urna che contiene le Ceneri di un padre, di una madre, di un’amante è veramente un oggetto che commuove ed intenerisce; quelle Ceneri conservano ancora vita e calore, forse possono sentire ancora le nostre lacrime e risponderci, forse il moto suscitato dalle nostre lacrime non è totalmente privo di sentimento.
La parola “nascere” ha molte diverse accezioni: nascono l’uomo, l’animale, la pianta; ma si dice anche che i grandi effetti nascono spesso dalle cause più piccole; e inoltre che le passioni nascono in noi e l’occasione le sviluppa.

 

 
Comunicato importante PDF Stampa E-mail
Come tutti ben sanno, oggi la situazione economica è fonte di crescenti preoccupazioni in ogni settore produttivo, per non dire anche nelle famiglie, allorché vengono a perdere un proprio caro.
Al fine di alleviare siffatte gravose situazioni, il Consiglio di Amministrazione della SO.CREM ha deciso di prendere misure che si auspica possano essere accolte con interesse e sensibile apprezzamento. Mossa da tale forte intento sociale, la SO.CREM ha infatti modificato i suoi ordinamenti tariffari che in grandi linee si possono riassumere nei seguenti punti:
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Il Cattolico e la Cremazione PDF Stampa E-mail

Il 5 Luglio 1963 il Pontefice Paolo VI ha approvato l'Istruzione del Santo Uffizio, che afferma :

"L'abbruciamento del cadavere, come non tocca l'anima e non impedisce all'Onnipotenza Divina di ricostruire il corpo, non è cosa contraria alla religione cristiana".

Perciò i Cristiani Cattolici sono liberi di scegliere fra inumazione e cremazione.
 

Servizi

Presso il Tempio Crematorio di Staglieno, struttura monumentale di oltre 4000 mq. vi è la Sala di Cordoglio dotata di telecamera a circuito chiuso, che consente ai parenti di assistere allo svolgimento della cremazione.

L'Ente, da tempo, ha predisposto il saluto di commiato alle salme che vengono cremate presso il Tempio SO.CREM.
Tale saluto, che viene effettuato a richiesta dei congiunti, consiste nella lettura da parte di un membro del Consiglio d'Amministrazione, di un brano o di una poesia che induca il raccoglimento dei dolenti.

La tumulazione delle Ceneri è eseguita con osservanza di apposito Rito che avviene, per chi lo desidera, realizzando un vero e proprio corteo di parenti per il trasporto dell'urna dal laboratorio al tumulo.

L'urna viene inserita in apposito cofano. Preventivamente viene preparata la piastra epigrafata, cosicchè la chiusura del loculo viene eseguita alla presenza dei familiari.

L'impianto sonoro diffonde, in tutte le sale del Tempio, musica che stimola un profondo raccoglimento.